La confessione di Hildis in sala riunioni, ascoltata per caso da Halit e Kerim, ha innescato una reazione a catena che sta sconvolgendo gli equilibri della holding Argun. Il video delle anticipazioni di Forbidden Fruit, diffuso nelle ultime ore, mostra una sequenza di eventi destinati a cambiare per sempre i rapporti di forza tra i protagonisti. La scena si apre con Hildis ed Ender finalmente sole, in un confronto che svela il lato più vulnerabile della giovane donna. Hildis appare agitata, scombussolata, quasi incapace di decifrare da sola quello che le sta succedendo. Confessa di sentirsi strana, nervosa e pure felice, come se dentro di lei ci fosse un movimento che non riesce più a controllare. Ender la osserva con l’aria di chi capisce prima di lei dove vuole andare a parare quel discorso e senza giri di parole le dice che il problema è uno solo: si è innamorata. Hildis resta paralizzata da quella parola, quasi la rifiuta per riflesso, ma prima che possa reagire davvero, la conversazione viene spezzata dall’ingresso di Halit e Kerim che entrano nella stanza. Questo momento segna l’inizio di una serie di rivelazioni che metteranno a nudo le vere intenzioni di ogni personaggio.
Subito dopo la scena si sposta nell’ufficio di Shaika, dove l’atmosfera è completamente diversa. Niente confusione sentimentale, ma rabbia fredda e sospetto. Shaika cammina nervosamente avanti e indietro, parla del rapimento di Zera come di una mossa costruita apposta per incastrarla e insiste sul fatto che qualcuno stia cercando di distruggere il suo rapporto con Halit una volta per tutte. Nella sua testa il nome del colpevole è già chiaro da tempo. Ender chiede documenti, tabulati, elementi da usare come difesa, come se avesse bisogno di impugnare qualcosa di concreto per non essere travolta. Poco dopo si presenta davanti a Halit, Ender e Kaya e consegna i suoi tabulati telefonici, sostenendo che da lì si vede chiaramente che non ha avuto contatti sospetti e che quindi non può essere lei l’organizzatrice del piano contro Zera. Ma Ender non le lascia nemmeno un millimetro di spazio. La attacca subito dicendo che quella prova non dimostra assolutamente nulla, che potrebbe aver usato il telefono di chiunque e che da una donna come lei si aspettava almeno un tentativo più intelligente. Halit, da parte sua, resta durissimo. Ribadisce che non gli interessa nessun teatrino difensivo e che non smetterà di indagare finché non saprà chi ha osato entrare nella sua casa e portare via sua figlia.
A quel punto la tensione cambia improvvisamente direzione perché Shaika, sentendosi schiacciata da ogni lato, decide di trascinare tutti in un’altra esplosione. Guarda Kaya dritto negli occhi e lascia cadere la frase che ribalta completamente la scena. Ender possiede una quota della holding e lui non ne sa nulla. La stanza si ghiaccia all’istante. Kaya si volta verso Ender, le chiede prima con lo sguardo e poi con le parole se quello che ha appena sentito sia davvero la verità. Ender esita per qualche secondo, abbassa appena la difesa e infine conferma. È un colpo durissimo, non soltanto per il contenuto economico della notizia, ma per il tradimento implicito che la accompagna. Kaya capisce di essere stato tenuto volutamente all’oscuro su qualcosa di enorme. Non urla, non fa una scenata spettacolare, semplicemente si spezza dentro, si irrigidisce e lascia la stanza furioso, mentre Ender prova inutilmente a fermarlo e Shaika resta lì con addosso quell’ombra di soddisfazione velenosa, consapevole di aver colpito esattamente nel punto giusto.
Si torna a casa di Hildis, arriva Asuman e le chiede dove sia stata. Hildis risponde in modo evasivo, ancora scossa dagli eventi appena vissuti. Asuman non lascia respirare la figlia nemmeno un momento. Le chiede se in azienda ci fosse anche Kerim e lo fa con quell’aria da madre che finge di chiacchierare, ma in realtà sta tastando il terreno sentimentale della figlia. Hildis lo capisce subito, si irrigidisce, le chiede perché faccia proprio quel nome e la accusa apertamente di voler insinuare qualcosa. Asuman minimizza, dice che stanno soltanto parlando, ma Hildis ormai si sente sotto interrogatorio. Sbotta e tronca la conversazione rifugiandosi in camera sua con la scusa di voler riposare. In parallelo nell’ufficio di Kerim, Mert entra e vede Kerim troppo soddisfatto, troppo rilassato. Mert lo punzecchia e gli chiede se per caso c’entri Hildis. Kerim non si sbilancia del tutto, ma non nega. Mert allora diventa serio e gli ricorda il punto centrale di tutta la loro operazione. Loro non sono lì per divertirsi, non sono in azienda per fare carriera pulita, ma per portare avanti un piano preciso. Devono conquistare la fiducia di Halit, arrivare al cuore del sistema e quando i tempi saranno maturi colpire. Kerim risponde con sicurezza e illustra la strategia. Non più piccole mosse isolate, ma un colpo grosso e definitivo da fare soltanto quando avrà ottenuto il potere di firma. Solo allora svuoteranno tutto e spariranno nel nulla.
Janner e Igit scoprono finalmente tutta la storia. Ender ha ricevuto azioni della società e non l’ha detto a nessuno, nemmeno a Kaya. Janner è sconvolto perché capisce subito quanto sia grave la situazione. Chiede a Ender come abbia potuto fidarsi di Shaika, come abbia potuto entrare in un gioco così sporco, sperando poi di restarne padrona fino in fondo. Ender prova a spiegare che il suo obiettivo era diventare più forte, smettere di subire, prendere finalmente una posizione centrale contro Shaika e, se possibile, guidare la holding accanto a Halit. Ma le sue parole non bastano. Janner vede soltanto il disastro. Igit vede soltanto il rischio. Poi si torna a Shaika che nel frattempo cambia completamente registro e va da Kerim con il tono della donna ferita e isolata. Gli racconta che tutti la ritengono responsabile per quello che è successo a Zera, gli chiede di non credere alle voci e prova a presentarsi come una vittima di Ender, una donna intrappolata in un’immagine malvagia che altri le hanno cucito addosso. Kerim ascolta, apparentemente partecipe, lei gli fa anche un invito più sottile. Gli dice di stare molto attento a Ender, di non fidarsi, di non avvicinarsi troppo a una donna che considera capace di tutto.
Dall’altra parte His e Emir iniziano a progettare la festa di compleanno di Janner. Non vogliono una torta semplice in salotto. His insiste perché ci sia un tema, qualcosa di teatrale sopra le righe memorabile. Alla fine le viene l’idea giusta, una festa dedicata alla cattiveria in cui ognuno dovrà presentarsi vestito da cattivo famoso del cinema, dei fumetti o della cultura pop. Nella villa, intanto Halit viene informato del progetto. Reagisce esattamente come ci si aspetta da lui, con distacco e fastidio. Dice chiaramente che non ama quel genere di feste, che non ha alcuna intenzione di travestirsi e che i ragazzi possono benissimo divertirsi da soli. Prima di uscire, però trova anche il tempo di osservare Zera, sempre più imprigionata nella sua nuova mania del risparmio. Lei veste ormai con un’aria dimessa e parla come una donna ossessionata dal mettere da parte ogni centesimo. Halit la guarda con perplessità e quasi infastidito le ordina di comprarsi qualcosa di decente per la festa. Poco più tardi Zera scopre l’esistenza del mercato dove si trovano capi firmati con piccoli difetti a prezzi bassissimi e ne rimane affascinata.
A un certo punto Halit si presenta a casa di Hildis con il pretesto di vedere Halit Jan, ma è evidente fin da subito che il bambino è soltanto il ponte per arrivare a un discorso molto più delicato. Appena entra prende in braccio il figlio, lo bacia, si mostra affettuoso e quasi sereno, ma quell’apparente calma dura poco. Asuman capisce subito tutto e con l’abilità tattica che la contraddistingue prende il bambino e li lascia soli. In giardino Halit rivela finalmente il vero motivo della visita. Le confessa di aver sentito in azienda la conversazione con Ender, soprattutto quella frase che lo ha colpito come una freccia in pieno petto, ovvero il fatto che Hildis si sia innamorata di nuovo. Per lui la conclusione è ovvia. Quella persona è lui. Hildis va nel panico, ma non può ammetterlo apertamente. Così improvvisa una difesa quasi surreale. Gli dice che non stava parlando di un uomo, bensì di un libro, di quei volumi di crescita personale che sta leggendo. Halit l’ascolta, ma si capisce benissimo che non le crede, non la smaschera brutalmente, non la mette alle strette, preferisce parlare dal proprio cuore. Le confida che sa di aver sbagliato, che capisce il suo orgoglio, che non pretende una risposta immediata, ma che è convinto di una cosa sola. I loro sentimenti non sono finiti. Arriva persino a dirle di tornare a casa con il bambino e non solo. Aggiunge che se vuole può portare con sé anche Asuman, pur di farla sentire al sicuro e libera.
Hildis non cede, ma non tronca nemmeno. Ed è proprio questo il punto importante. Non gli dice un no assoluto, prova a difendersi, a ridere, a spostare il discorso, ma allo stesso tempo gli riconosce il cambiamento. Gli dice che vede quante cose lui abbia vissuto e attraversato. Halit da parte sua insiste sul fatto che oggi la sua unica priorità sia Halit Jan e che tutto il resto abbia senso soltanto se ruota attorno al figlio e alla possibilità di fare pace con lei. Alla finestra Asuman spia la scena da lontano e prega quasi letteralmente che tutto si aggiusti. Quando Halit se ne va, Hildis resta sola con i suoi pensieri e con una nuova pesantissima consapevolezza. Se Halit ha sentito quelle parole in ufficio, allora forse le ha sentite anche Kerim. La vergogna la investe tutta insieme. La frase mi sono innamorata di nuovo che fino a poco prima era rimasta sospesa come un’intuizione detta soltanto a Ender, diventa adesso una possibile confessione involontaria. In parallelo, nella casa di Kaya a tavola, Shaika continua a muoversi come una mina inesplosa. Parla con Igit e Janner, cerca di giustificare quello che ha fatto, sostiene di essere stata provocata da Ender e che senza quelle continue aggressioni non avrebbe mai parlato delle quote. Janner la affronta con sarcasmo e con la paura di chissà bene quanto sia pericolosa. Igit non la sopporta più e non si sforza nemmeno di nasconderlo.
In mezzo a questo clima marcio però c’è anche un filo di futuro. Igit dice chiaramente a Janner che vuole chiedere Lila in sposa. Janner lo guarda, capisce che stavolta fa sul serio e sceglie di sostenerlo. Assistiamo a un confronto serrato tra Kaya e Shaika. Lei prova a ricostruire la storia delle azioni a modo suo. Insiste sul fatto che averne date a Ender fosse soltanto un modo per calmare la situazione in casa, per ottenere una tregua per proteggere il fratello. Ma Kaya è ormai oltre il punto in cui le parole possono avere ancora un effetto. Le dice apertamente che non si fida più né di lei né di Ender, che non crede più a nessuna delle due e che la loro guerra privata lo ha trascinato in un logoramento ormai insopportabile. Quando Shaika cerca di fargli leva sul legame di sangue, ricordandogli che è pur sempre sua sorella, Kaya la ferma subito. Il suo matrimonio è un problema suo, non di lei, e non ha più alcun diritto di usare il rapporto fraterno come scudo o come leva morale. Poco dopo Halit lascia casa di Hildis e lei quasi per automatismo, prova ancora a coinvolgerlo nella festa di compleanno di Janner, ma lui rifiuta di nuovo i travestimenti, i giochi di costume, l’idea stessa di dover partecipare a qualcosa di tanto leggero in un momento del genere.
Rientrando in casa, Hildis trova Asuman pronta a riprendere subito il discorso. Le chiede se Halit se ne sia andato, la punzecchia, cerca di capire come sia andata la conversazione. Hildis è nervosissima, taglia corto, prende il bambino e sale al piano di sopra. Anche Ender però non è pronta a cedere. Torna da Kaya e prova ancora una volta a ricucire. Gli chiede scusa, gli promette che non lascerà più che Shaika o le quote si infilino fra loro, lo implora di non rovinare il loro rapporto. Quando capisce che sul piano sentimentale non riesce a smuoverlo, cambia campo e usa la festa di Janner come pretesto per tentare almeno una convivenza civile. Kaya resiste, dice di non volerci andare, di non essere nelle condizioni giuste per stare in mezzo agli altri. Ma Ender non si ferma neppure di fronte a questo, va direttamente da Shaika e le propone una tregua di facciata. Nessun nuovo patto, nessuna fiducia, soltanto un accordo minimo per non far soffrire ancora Kaya. Shaika, con il suo solito sorriso ambiguo, accetta a parole. La notte Ender passa all’azione e manda Janner in azienda di nascosto. Lui entra con una scusa burocratica, viene accompagnato fino all’ufficio, si siede al computer e cerca nei fascicoli il nome di Kerim. Quando trova la sua scheda e legge la data di nascita, capisce finalmente di avere in mano l’informazione che Ender voleva ottenere a tutti i costi. Il compleanno di Kerim è una piccola scoperta, ma nel loro mondo ogni informazione personale può diventare un’arma, un anticipo, una mossa strategica.
Lila e Zera parlano con Isel e scoprono il famoso mercato dove si vendono capi di grandi marche a prezzi stracciati. Zera, che ormai parla come una postola del risparmio, appoggia subito la cosa. Isel promette che la mattina dopo la porterà lì molto presto perché la domenica c’è il mercato migliore. Poi vediamo Zera seduta in terrazza, finalmente rilassata con il caffè in mano. Dall’altra c’è Hildis, che invece è in piena agitazione e chiama Ender perché ha bisogno di un consiglio immediato. Spiega che Halit ha sentito in ufficio quello che lei aveva detto e che l’ha presa sul personale. Ma il vero punto non è nemmeno più Halit. La sua vera ossessione in quel momento è Kerim. Teme che abbia sentito anche lui, che abbia capito tutto, che stia scegliendo di non dirle niente soltanto per osservarla o per lasciarla volutamente nel dubbio. Ender, mentre la ascolta e si sposta per casa, non riesce a prenderla davvero sul serio fino in fondo, perché lei stessa è immersa in problemi molto più cupi. Eppure la ascolta, la segue, le risponde, le dice che sì, che Kerim potrebbe aver sentito perché lui e Halit sono entrati insieme nella stanza, ma aggiunge anche che il silenzio di un uomo non significa per forza la stessa cosa del silenzio di un altro. Halit è venuto subito a parlare, Kerim no. Hildis non sa come interpretarlo e proprio questo la manda in crisi. Vorrebbe chiamarlo, ma non sa con quale scusa. Vorrebbe tacere ma non ne è capace. Ender pratica, come sempre, le dice che le possibilità sono soltanto due. O chiama e chiede oppure tace. Hildis si lamenta che non è un consiglio, che una soluzione così la sapeva trovare anche da sola, ma alla fine chiude la conversazione senza aver risolto nulla.

Rimasta sola, Ender sbotta amaramente fra sé e sé. Lei vive sotto lo stesso tetto con una donna che considera praticamente un’assassina. E intanto Hildis è convinta che il centro del mondo sia il fatto di non sapere se due uomini abbiano capito o meno i suoi sentimenti. La mattina seguente nella villa la tensione torna a galla appena Ender e Shaika si ritrovano nella stessa sala da pranzo. Shaika domanda subito del fratello e allude con sarcasmo alla pace, mentre Ender le risponde che si parlerà tutti insieme. Quando arriva Janner però il tono cambia. Lui trascina Ender in cucina per parlarle da solo e conferma di aver trovato l’informazione cercata. Sì, hanno scoperto il compleanno di Kerim. I due cominciano immediatamente a ragionare in termini di opportunità. Ender capisce che bisogna mantenere buoni rapporti con lui, magari con un regalo o un gesto premuroso, ma soprattutto bisogna evitare a tutti i costi che Shaika venga a saperlo e li anticipi sul tempo. Quando si accorgono che Shaika li sta osservando, cambiano registro all’istante e tornano nella sala comune, coprendo il discorso con allusioni al compleanno di Janner. Lei però non è affatto sciocca, sente che qualcosa le sfugge e diventa ancora più vigile. A quel punto entra anche Kaya e la colazione si trasforma in un esercizio di equilibrio forzato. Ender prova ad aprire il discorso sulla tregua raggiunta con Shaika, ma lui la blocca immediatamente, non vuole più sentire nulla. Lei allora insiste lo stesso, spiegando che entrambe hanno deciso di non fare più niente che possa ferirlo. Shaika conferma a parole. Janner fa da cuscinetto fra tutti, ma si percepisce chiaramente che Kaya non sta credendo davvero a nessuno.
A smuovere infine la situazione non è il tema delle quote, né quello del matrimonio né quello della fiducia. È il compleanno di Janner. Lui chiede a Kaya di essere presente alla festa in maschera organizzata per la sera. Kaya inizialmente rifiuta, non è nello stato d’animo giusto, non ha alcuna voglia di stare in mezzo agli altri. Ma Janner lo mette davanti a un ricatto emotivo tenero e scoperto. Se lui non va, non verrà nemmeno Ender. E a quel punto che compleanno sarebbe mai? Kaya cede, ma soltanto in minima parte. Promette che passerà almeno per un’ora. Zera è fuori, immersa nel mondo delle bancarelle e degli acquisti a poco prezzo ed è visibilmente elettrizzata. Guarda la merce come se stesse scoprendo un continente nuovo. Commenta i prezzi, si ferma davanti ai capi esposti, ascolta il venditore che rilancia offerte sempre più insistenti e soprattutto contratta come una vera professionista. Si prende un paio di shorts, una maglietta e infine aggiunge persino un completino per il piccolo Halit Jan, dicendo divertita che imparerà fin da subito a essere parsimonioso come lei. Rimasta sola in casa, Shaika prende il telefono e chiama Yasemin, ordinandole di controllare nel database aziendale la vera data di nascita di Kerim attraverso il suo curriculum. Ha capito perfettamente che Ender e Janner le stanno nascondendo qualcosa e non ha la minima intenzione di restare un passo indietro.
Da una parte Isel e Zera sono entrate in un negozio di profumi e cosmetici e il proprietario le accoglie con un’energia teatrale davvero fuori dal comune. Mentre mostra i prodotti, inizia a citare i personaggi di celebri serie televisive turche, come le tonalità pesca di Fericha o il rossetto color melograno della dottoressa Ela, abbandonata il giorno del matrimonio. Zera, completamente a digiuno di quel mondo, lo guarda perplessa chiedendogli se si tratti di donne dell’alta società. Quando lui le spiega che sono in realtà protagoniste di fiction televisive, lei taglia corto dichiarando di guardare soltanto documentari perché le serie non la interessano minimamente. Isel sorride divertita, il proprietario si adatta senza battere ciglio e Zera prende subito il controllo della situazione, mostrando sul telefono la foto del profumo che desidera. L’uomo si prodiga all’istante. Isel le sussurra di non comprare nulla senza prima annusare il prodotto e Zera la rassicura con quel tono di chi ha appena scoperto di essere rispettata ovunque vada, dicendo orgogliosa che lì la trattano benissimo. Intanto Hildis è seduta sola con il tablet e il telefono accanto, visibilmente pensierosa. Arriva Emir con dei faldoni di documenti che lei gli aveva richiesto. Sbrigano in fretta la parte pratica, perché quei faldoni dovranno andare al signor Bulent. E poi Hildis glissa verso il vero argomento che le sta a cuore, mascherandolo come al solito dietro un’ipotesi generica. Gli chiede infatti, in modo apparentemente teorico, cosa farebbe una persona che dopo aver fatto chiaramente capire a qualcun altro il proprio interesse, si vedesse poi sparire l’altro nel nulla senza più ricevere notizie.
Emir capisce subito che non si sta parlando di una situazione astratta, ma entra nel gioco e risponde con la sua consueta schiettezza. Lui non sparirebbe mai, chiamerebbe di continuo, come fa la banca quando deve riscuotere. Hildis insiste e gli chiede cosa succederebbe se invece l’altro non chiamasse, se restasse in silenzio. Emir non gira intorno alla questione. Chi vuole sentire qualcuno lo chiama sempre e non ci vogliono nemmeno cinque minuti per farlo. Se non chiama è semplicemente perché ha rinunciato. Hildis si agita, precisa che stava parlando soltanto in generale ed Emir finge di crederci con un sorrisetto eloquente. La scena si sposta poi nell’ufficio di Halit che è al telefono. Entra Kaya e Halit nota subito che non sta benissimo. I due siedono e Halit apre finalmente un discorso che aveva evidentemente rimandato per giorni. Gli parla della questione delle quote, ammette che nasconderle era stato un errore e spiega il contesto con una stanchezza autentica, sospeso com’è tra una moglie da una parte e una sorella dall’altra, entrambi pronti a tramare contro di lui. Kaya lo ascolta, conferma che quelle persone non cambieranno mai. La scena si sposta nell’ufficio di Shaika. Arriva il regalo che aveva ordinato e con esso la sua assistente Yasemin. Shaika ha un piano già pronto nella testa. Vuole essere la prima a fare gli auguri di compleanno a Kerim prima di chiunque altro e in particolare, anche se sottinteso, prima di Ender. Convoca i dirigenti, organizza la torta, fa preparare una piccola cerimonia a sorpresa e ordina a Yasemin di chiamare Kerim nel suo ufficio senza dirgli nulla in anticipo. Tutto deve sembrare assolutamente spontaneo.
Hildis, nel frattempo dice a Emir che se fosse lei a dover chiamare dovrebbe inventarsi una scusa credibile. Emir non capisce perché mai servirebbero delle scuse, ma Hildis gli spiega la sua filosofia. Le donne hanno nel codice genetico la necessità di sembrare indifferenti, anche quando in realtà tengono moltissimo a qualcosa. Emir ride divertito, commenta che le donne sono proprio matte e che gli uomini, al contrario, sono creature semplici e dirette. Arrivano i dolcetti. Emir mangia, poi la punta diretto chiedendole se per caso non stia aspettando proprio in quel momento il messaggio del tipo dagli occhi scuri. Hildis finge di non capire, poi si alza e va a prendere del tè, tagliando corto la conversazione. In cucina, finalmente sola, Hildis guarda il telefono e inizia a ragionare sottovoce su quale scusa usare. L’idea di un numero sbagliato le sembra troppo scontata, quella di un sogno raccontato di notte troppo banale, non può permettersi di rovinare la sua immagine di donna d’affari. Alla fine decide di registrare un messaggio vocale con tono perfettamente professionale, chiedendo che le vengano portati dei faldoni urgenti destinati al signor Bulent. Lo riascolta una volta, è convinta di sé, invia. Pochi secondi dopo arriva la risposta di Kerim che la chiama affettuosamente e le chiede come stia, fingendo a sua volta di stare al gioco senza credere davvero all’errore. Hildis si irrigidisce e risponde subito dicendo che il messaggio era stato inviato per sbaglio e che mai e poi mai lo avrebbe scritto intenzionalmente a lui. Lui le risponde con leggerezza che ogni tanto può capitare a chiunque. Lei sbuffa tra sé e sé, definisce. Per ribadire ancora una volta il concetto. Lui risponde di nuovo con una frase breve e sorridente.
Kerim chiama Hildis di sua iniziativa e senza alcun preambolo le dice che passerà a prenderla entro un’ora. Poi chiude di colpo la chiamata. Hildis rimane con il telefono in mano, incredula per il modo in cui lui gestisce le comunicazioni, come se stesse dando ordini a un ufficio. Tenta di richiamarlo, ma lui non risponde. Lei lo apostrofa mentalmente come un folle scatenato, anche se in realtà è chiaramente eccitata tanto quanto irritata da quel modo di fare. Nel frattempo in azienda, Shaika ha messo in piedi la sua piccola operazione. Una torta al cioccolato, le candeline accese, i colleghi riuniti in cerchio, tutto perfettamente pronto. Entra Kerim, chiamato da Yasemin, senza ulteriori spiegazioni, e viene accolto da un coro di auguri e da un applauso generale. Lui si guarda intorno divertito e leggermente imbarazzato e poi lo dice con tutta la semplicità del mondo. Oggi non è il suo compleanno. La sala si congela all’istante. Shaika tenta di salvare la situazione attribuendo l’errore a Yasemin che abbassa lo sguardo mortificata. Kerim cerca di smorzare la tensione, ma la ferita è ormai aperta e proprio in quel momento entra Ender, elegante e fiuta l’imbarazzo nell’aria come un animale da caccia. Applaude con tono apertamente ironico, complimentandosi con Shaika per essere un capo davvero fantastico. Poi si rivolge a Kerim, fa notare che il regalo non è stato ancora aperto e lo incita davanti a tutti a scartarlo. Kerim cede, apre il pacchetto ed Ender commenta con entusiasmo ostentato, elogiando il gusto raffinato del regalo come degno di un capo. Shaika sorride soltanto con la bocca senza che gli occhi seguano.
Quando anche l’ultima persona esce dalla stanza, Kerim si avvicina a Shaika e le restituisce il regalo con garbo. È troppo costoso e non sarebbe opportuno accettarlo. Lei incassa il colpo in silenzio. Lui esce. Mentre Shaika implode nella sua rabbia, altrove sta succedendo qualcosa di completamente diverso. Igit ha allestito di nascosto un locale pieno di palloncini a forma di cuore e candele accese. Quando Lila entra non capisce subito cosa stia succedendo. Lui la porta dolcemente al centro della stanza, si inginocchia, tira fuori una piccola scatolina e le chiede ufficialmente di sposarlo. Lei scoppia in lacrime di felicità e gli risponde di sì per sempre. Gli amici escono dai loro nascondigli, la musica parte, l’anello viene infilato al dito. Shaika invece torna nella sua modalità distruttiva appena si trova faccia a faccia con Yasemin davanti ai resti della torta. La umilia con metodica precisione, chiedendole come abbia potuto sbagliare una data, perché non avesse controllato i documenti di Kerim e perché non avesse chiamato Mert per verificare, lamentandosi di lavorare circondata da persone incompetenti. Kerim si presenta alla porta di casa di Hildis con gli occhiali da sole e quel suo solito sorriso da chi non chiede mai scusa. Lei lo accoglie con una sfuriata bonaria, accusandolo di averle riattaccato il telefono in faccia. Lui minimizza dicendole che aveva detto quello che doveva dire e aveva chiuso e tanto bastava. Lei lo incalza ricordandogli che esistono formule di saluto come ciao o a dopo. Lui cambia subito argomento chiedendole di cosa volesse parlargli. Lei protesta che cambia argomento troppo in fretta, forse ha problemi di concentrazione. Lui prende una paperella di gomma gialla dal tavolo, la fa squittire e le dice che le somiglia molto perché il giallo le sta benissimo.
Poi, come se nulla fosse, le confessa di aver sentito quello che aveva detto a Ender. Hildis si irrigidisce e gli chiede se l’abbia davvero sentita. Lui sorride e la incalza chiedendole se si sia innamorata. Lei nega con tutta la forza che ha, si inventa al volo la storia del libro, sostenendo che stava semplicemente consigliando un libro a Ender per aiutarla con il vocabolario, perché lei legge moltissimo e usa termini che Ender spesso non capisce. Più parla, meno è credibile. Kerim si alza, va verso la libreria e le chiede il titolo del libro per poterlo comprare anche lui. Lei va nel panico e gli dice che l’ha prestato proprio a Ender, quindi non ce l’ha più. Allora andiamo in libreria propone lui. Ma lei replica che quel libro non è tra i più venduti e non si trova facilmente. Non importa ribatte lui. Metteremo sottosopra tutte le librerie della città. Kerim esce. Hildis rimane sulla porta e si commenta amaramente da sola, ricordando come una volta sapesse mentire benissimo, mentre adesso non ci crede più nessuno. Hildis si guarda allo specchio con un’espressione smarrita, chiedendosi cosa le sia mai successo e se per caso qualcuno non le abbia gettato il malocchio. Poi va a cercare Emir in cucina. Lo avvisa in modo neutro che uscirà un’ora con Kerim e poi tornerà. Emir accetta senza fare domande. La scena si sposta in un locale serale dove Igit è seduto con Lila, ancora visibilmente emozionata per la proposta di matrimonio. Janner è orgogliosissimo perché è stato lui insieme a Zera a organizzare tutto e non si risparmia nell’autocompiacimento, ricordando con enfasi che è stato lui a preparare con le proprie mani persino il piatto di frutta. Lila è ancora sotto shock dalla sorpresa e dalla bellezza del momento appena vissuto.
Si unisce al tavolo anche Zera, commossa, che racconta di avere ancora la pelle d’oca. Janner si lascia andare a una riflessione filosofica. Finalmente un matrimonio nato da amore vero, senza pressioni o influenze esterne. Ma Lila, anche nella gioia non riesce a spegnere del tutto l’ansia. Ci sono suo padre, suo fratello, Kaya, tutte reazioni da gestire una per una. Zera la stoppa subito invitandola a pensare positivo, ricordandole che la lezione l’aveva già imparata e aggiungendo fedele alla sua nuova ossessione, che se fosse stata per lei non avrebbe certo speso così tanti soldi in un anello perché sarebbe stato meglio investirli. Janner difende Lila. Zera continua imperterrita. Alla fine Janner interrompe tutto e impone la sua linea. Niente divisioni, niente annunci separati. Si va tutti in azienda e si parla con tutti i genitori insieme nello stesso momento. Così nessuno può manipolare nessuno. Si stringono in un abbraccio di gruppo, ma subito dopo Janner e Lila si scostano con aria disgustata, chiedendosi cosa sia quell’odore strano. Zera, ammette imbarazzata che si tratta del suo profumo, un’imitazione economica appena acquistata. Janner liquida tutto dicendo che è meglio uscire perché forse l’aria aperta ai
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